(R)esistenza terronistica

ché nord:nordici=sud:X

Un sogno rivelatore

Passeggiavo per le strade del paese mio, e questo è già strano considerato che per adesso mi trovo da tutt’altra parte.
Come nella realtà, era giorno - anche se forse un’ora un po’ più tarda - e passavo accanto ad una signora sulla cinquantina, ben vestita;  nel guardarla distratto i nostri occhi si incontrarono e per un istante trasalii.
La donna, turbata da ciò ma decisa, mi chiamò: “Perché mi guardavi?”
Incerto come sempre, intimorito forse dalla sua spavalderia, risposi che vederla lì mi aveva dato da pensare, e che il suo rivolgersi a me in quel tono mi aveva finalmente fatto comprendere la verità: stavo sognando, dopo il suono della sveglia mi ero riaddormentato come un salame felino, ma dovevo svegliarmi per andare a lavoro. Così la salutai e mi accinsi a risvegliarmi.
“Con calma, giovanotto” – “mi apostrofò la signora – “Se la mia domanda ti ha fatto ricordare questo, significa che ti ho reso un servizio, pertanto me lo devi pagare.”
Del tutto torto non aveva, ché non fosse stato per lei sarei rimasto a dormire, ma essendo un sogno potevo anche permettermi una bastardata: “Se vuole posso ringraziarla, ma visto che lei è solo un sogno ritengo che non abbia nulla a pretendere da me.”

A questo punto il sogno finì, ed io mi svegliai con tanto d’occhi spalancati…  nulla di eccezionale, e fin troppo banale come conclusione per un sogno. Però, come disse Gaiman che in qualche modo di sogni se ne intende, suppongo che esistano finali peggiori.

25 Giugno, 2008 Pubblicato da primosasizzierescelto | racconti, sogni | , , | 6 Commenti