(R)esistenza terronistica

ché nord:nordici=sud:X

Anche i divorziati vanno in Paradiso

C’erano una volta i draghi che mangiavano le belle fanciulle, e ogni tanto la loro zona di caccia si spopolava al punto che non essendovi più altre belle fanciulle oltre che la figlia del re, il sovrano si vedeva costretto a cedere la sventurata alla passione antropofaga della mitologica belva.
Solitamente giusto in queste occasioni passava da quelle parti San Giorgio (o qualche collega suo) che vedendo in pericolo la figlia di un pezzo grosso andava ad uccidere il drago e tutti vivevano felici e contenti, compresi i genitori delle vittime precedenti.

Parimenti, anni fa nel Regno Unito fu finalmente (mi si corregga se cado in errore) rimossa la norma repressiva verso gli omosessuali maschi (il lesbismo non era punibile, perché considerato non esistente) a seguito di alcuni scandali emersi attorno a personaggi membri della Casa Reale.

Insomma, il concetto base lo avrete compreso.
Ora, forse c’entra forse no, ma mi ha colpito la risposta-nonrisposta data da papa Benedetto XVI alla domanda esplicita rivolta da silvio Berlusconi, e questa è storia dei giorni nostri…
Un colpo al cerchio: “la Chiesta non può disporre liberamente della Liturgia” (e sono d’accordo);
un colpo alla botte: “D’altra parte coloro che non possono prendere la comunione a causa della loro situazione, troveranno tuttavia nella comunione del desiderio e nella partecipazione al rito eucaristico una forza e un’efficacia salvatrice“.
Chi viola il sacramento del matrimonio, in sostanza, è escluso da certi riti ma può comunque salvarsi, e – visto che il Purgatorio come lo conosciamo noi è solo un’invenzione di Dante - salvezza coincide con Paradiso e Vita Eterna… Considerando tutto il casino che viene fatto a proposito della famiglia e delle famiglie eccetera, sembra una soluzione fin troppo a buon mercato.

Eppure… eppure per salvare il figlio del re una soluzione in mente io la ho, e sono qui ora a disvelarla, sebbene sia di portata talmente rivoluzionaria da rischiare di farmi passare per scismatista.
Dal Vangelo secondo Matteo: “L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto” (Mc 10,2-16). Poche chiacchiere, e nemmeno vale la lettera di ripudio inventata da Mosè per venire incontro ai duri di cuore, e che il papa non vuole imitare.
Ma qualcuno potrebbe dire “Sì ok, ciò che Dio ha unito… ma è stato un prete a sposarmi, mica Dio in persona”. Ecco, questa obiezione è capziosa, in quanto il prete quando celebra un matrimonio non è che un misero officiante, tanto quanto un impiegato del Comune che ti mette un timbro: è stato il Comune, in realtà, ad apporre il timbro, e di quell’impiegato magari nessuno ricorderà più il nome né il viso.

La mia soluzione, ben diversa, è quindi la seguente: Dio, nella Sua infinita bontà e misericordia, annoda e snoda i fili della vita delle persone, e se il matrimonio è il suo unico modo di annodarli (cosa che trovo personalmente opinabile) non è detto che la morte sia il solo modo per snodarli: ben si potrebbe, a rigor di logica, ritrovarsi in chiesa di fronte all’officiante ma ricevere da Dio la ratifica dello sicoglimento del sacro vincolo (data da Lui In Persona, insomma, e quindi non tale da porre in peccato i divorziandi) nei casi in cui gli sposi ritengano di non poter più procedere uniti nel cammino.
Blasfemia? Forse. Ma del resto secondo la Bibbia la donna che perde il marito deve sposarne il fratello, e non mi pare che sia un precetto tanto rispettato.

24 Giugno, 2008 Pubblicato da primosasizzierescelto | riflessioni | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Milano è incomprensibile

Che senso ha una quantità così spropositata di afa e calura in una città dove non c’è il mare? Tutto bel tempo sprecato!

21 Giugno, 2008 Pubblicato da primosasizzierescelto | riflessioni | , | 2 Commenti