(R)esistenza terronistica

ché nord:nordici=sud:X

Parco Modanno – introduzione

Faceva un vento freddo, di quelli che tagliano a passare sulla pelle scoperta, che penetrano attraverso l’impermeabile e congelano anche i pensieri.
Eppure, fermo all’angolo ad aspettare il verde, un pensiero acceso l’uomo (che per comodità chiameremo Adamo Schlesinger) lo aveva, e del genere filosofia spicciola: rifletteva sulle improprietà del linguaggio. In senso largo, linguaggio, anche con riferimento ai segnali di comunicazione non verbale, come ad esempio il semaforo pedonale che in quel momento gli intimava l’alt sotto forma di omino rosso in led splendenti: “poniamo caso che scatti il rosso mentre sto in mezzo alla strada… A stretto rigor di logica sarei tenuto a fermarmi lì dove mi trovo e farmi travolgere dal bus 72″.
Non era un pensiero in fondo tanto fesso, ma più capzioso che originale (in un angolo della mente l’uomo chiamato Adamo ricordava il film Rainman e la scena in cui il fratello autistico si blocca come un salame in ossequio al semaforo rosso, rischiando la buccia) e in ogni caso anch’esso fu spazzato via da qualcosa di non previsto: un fottuto zingaro maghrebino gli aveva appena soffiato gli occhiali da vista da sopra il naso per infilarli in un cilindro colmo di liquido detergente, che adesso andava shakerando come se volesse prepararci un Menedaunal on the rocks.
Anche Adamo si sentì scuotere. Da un moto di fastidio, però, e questo lo infastidì.
Uno, perché odiava i servizi non richiesti, e quel bauscia di lavavetri pedonale non gli aveva detto nemmeno “Ba” prima di iniziare il lavaggio. Poi, sapeva che l’alternativa sarebbe stata tra il mollargli comunque almeno un’euro (o un euro?) o almeno almeno cinquanta centesimi per ringrazio, facendo con sè la figura del solito fesso che accetta tutto perché non sa imporsi, oppure ripiegare sul classico “non ho moneta” e tirare dritto sentendosi pure in colpa per qualche cattolica reminiscenza di carità non data. Il terzo punto non fece in tempo a definirselo perché il marocco aveva di già terminato di asciugare gli occhiali con la pezzuola e ora glieli aveva reinforcati bene sul naso e poi ancora con un sorriso a 32 dentoni negri gli diceva “Arrivederci!” tutto contento e Adamo non poté far altro che dirglielo: “Guarda, non ho gli spiccioli e…”
“Non hai problema, signore: primo cliente mio della giornata sempre gratis è il mio stile!”
“Comunque, spiccioli non ne ho davvero” – mentì l’uomo Adamo sollevato e gonfio di sentimento – “ma se ti va potremmo prenderci una colazione con uno dei miei buoni pasto…”
“Naaaa, signor, tanti tanti occhiali sporchi in giro, aspettano me e non posso tardarli, buona giornata!!!” – concluse il tunisino (o algerino che fosse) prima di zompettare via come un rapper, lasciando il supposto Schlesinger a riflettere su quanto facile sia farsi un’idea errata delle persone, su come gli esseri umani siano in genere più portati a regalare a persone che considerano di un livello pari al loro o superiore, e sulla brevità del semaforo verde per i pedoni dell’hinterland milanese, metafora forse dell’effimerità della vita.
Della vita dei pedoni, quantomeno, considerate le partenze da Formula1 ad ogni via libera per le auto.
Pensieri in fondo spicciolatamente filosofici e, se non proprio originali, sicuramente condivisi da milioni di altri pedoni al mondo, ma che lo stesso non poterono impedire alla banale ed esile pioggerellina del primo mattino di ricoprirgli ex novo le lenti di gocce d’acqua.

Pazientemente imprecando, e senza immaginare quanto più in merda si sarebbe trasformata la giornata, l’uomo a noi noto come Adamo Schlesinger attese un ennesimo verde per attraversare l’incrocio che lo separava dalla meta.

15 Agosto, 2008 - Pubblicato da primosasizzierescelto | racconti | , , , | 1 Commento

1 Commento »

  1. come storia è molto sui-generis…ma chissà forse tra qualche anno ci ridurremo davvero così…
    pedoni o in auto…
    come sai io non corro…i ritmi in Sicilia sono lenti e la giornata ti scorre addosso.
    Niente Metropolitana , i lavavetri ai semafori ci sono solo nelle grandi città…Insomma niente a che vedere col tram-tram milanese.
    Se Adamo Schlesinger si fosse trovato in Sicilia avrebbe sicuramente fatto 2 cose:

    1) non rispettato il semaforo pedonale (da noi guidiamo meglio che a Milano anche se non mettiamo le cinture e i pedoni se lo possono permettere)

    2) Avrebbe detto al “pulitore di occhiali”:

    Hai mai rispettato il semaforo della via Marconi a Barcellona ?
    Hai notato come anche se la gente corre da noi sembra ferma?
    Purtroppo è così anche nei servizi pubblici…
    Ma a Milano è davvero meglio?
    Non so… ai POSTERS l’ardua sentenza…

    Commento di ART41bis | 22 Agosto, 2008


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